Fontane rurali e antiche Masserie

Dalla valle dell’Ofanto, Castiglione è raggiungibile anche attraverso una strada che si imbocca nei pressi di San Zaccaria, prima di giungere al monte, salendo per “i Sierr”. Da questi posti, dopo aver fatto una sosta alla “Pila r’Arnald’ “, si continuerà verso il torrente Rifezza per giungere alle Masserie dei Pepponi.

Dalle Masserie dei Pepponi proseguiremo per la strada che attraversa il “Piano delle Fontane”, circondata a destra e a sinistra, in primavera, da immense distese di verde che in estate si tingono di giallo, con le spighe di grano ondeggianti al minimo soffio di vento.

Prima però è d’obbligo una sosta alla Masseria Berrilli in località Serre, dove si trova una magnifica fontana risalente al 1851 e dove, fino a 40-50 anni fa, ogni anno si celebrava messa il 7 agosto in una annessa cappella dedicata a San Gaetano. Giunti poi sulla statale, scendendo per Carcatondo, dopo ciò che resta della vecchia scuola elementare rurale, sulla destra ci si può avviare per una stradina che conduce alla “Abbazia r’ frabb’ca” fondata nel 1734 e successivamente adibita a masseria dopo che nel 1868 fu venduta a Giuseppe Tozzoli.

 

Più avanti, in contrada Baggianiello si trova la masseria Amato, costruita nel XVIII secolo, e nelle immediate vicinanze la fontana costruita nel 1742. 

Spostandoci verso i nuovi padiglioni che ospitano la Fiera Interregionale, costeggiando il "Sierr r Sant F'lic" percorrendo la stradina che attraversa la contrada Sambuco, giungiamo alla "Pila r Savuc" , nelle cui vicinanze si trova la fontana Zampaglione vicino all'omonima masseria.

Dalla fontana di Savuco si proseguirà per la strada che conduce a valle, fermandoci prima alla "Madonna della Foresta", incantevole chiesetta rurale, oggi di proprietà privata, costruita su un'altura del bosco del Cardinale dalla quale si può ammirare tutta la panoramica vallata del torrente Orato.

Ritornando sulla strada a tornanti si giunge nella valle del torrente Orato, dove lo sguardo è immediatamente rapito, oltre che dalla bellezza naturale del posto, anche dai ruderi dell'Abbazia di Santa Maria in Elce, antico monastero benedettino costruito intorno all'anno 1000. Secondo Vito Acocella, il monastero fu fondato dove già sorgeva una chiesetta costruita dopo il ritrovamento di una statua della Madonna ivi nascosta per proteggerla degli iconoclasti (726-842) e dopo l'apparizione della Madonna stessa fra i rami di un elce.

 

Con il passare dei secoli, il prestigio, la fama e la ricchezza del monastero aumentarono (nel XV secolo era diventato un piccolo borgo e la sua popolazione raggiungeva le 500 persone, fra cui notai e giuristi). Nel 1597 tutto il borgo fu distrutto. Nonostante fosse stata risparmiata, anche l'abbazia non essendo più abitata, andò presto in rovina.

 

Page Reader Press Enter to Read Page Content Out LoudPress Enter to Pause or Restart Reading Page Content Out LoudPress Enter to Stop Reading Page Content Out LoudScreen Reader Support